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Routine quotidiana: quando la vita diventa abitudine. Come ritrovare senso, emozioni e presenza

Ci sono momenti in cui la routine quotidiana diventa così piena di impegni e automatismi da farci sentire “spenti”, come se stessimo andando avanti senza esserci davvero. Le giornate scorrono tutte uguali, facciamo ciò che va fatto, ma dentro qualcosa si perde: il senso, il contatto, la presenza.


Io sono Gessica Biondi, Psicologa / Psicoterapeuta a Montecatini (PT) e in questo articolo parleremo proprio di cosa succede quando la vita entra in pilota automatico e smettiamo di sentirci vivi. Vedremo insieme quali sono i segnali più comuni, perché accade e soprattutto da dove ripartire per ritrovare emozioni, significato e piccole scelte quotidiane che fanno la differenza.



Indice dei contenuti



Routine quotidiana e “Lentamente muore”: quando l’abitudine ci allontana da noi

Mi viene spesso in mente una poesia di Martha Madeiros, attribuita poi a Pablo Neruda, “Lentamente muore”. In poche righe riesce a descrivere qualcosa che molte persone vivono, senza riuscire a dargli un nome.


Mi piacerebbe che tu ti soffermassi sulle sue parole: 


“Lentamente muorechi diventa schiavo dell’abitudine,ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,chi non parla a chi non conosce.


Muore lentamentechi evita una passione,chi preferisce il nero al biancoe i puntini sulle “i”piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuoredavanti all’errore e ai sentimenti.


Lentamente muorechi non capovolge il tavoloquando è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l’incertezzaper inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita,di fuggire ai consigli sensati.


Lentamente muorechi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.


Muore lentamentechi distrugge l’amor proprio,chi non si lascia aiutarechi passa i giorni a lamentarsidella propria sfortuna o della pioggia incessante.


Lentamente muorechi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosceo non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.


Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivorichiede uno sforzo di gran lunga maggioredel semplice fatto di respirare.


Soltanto l’ardente pazienzaporterà al raggiungimento di una splendida felicità.”



La poesia parla di chi diventa “schiavo dell’abitudine”, di chi ripete sempre gli stessi percorsi, di chi evita le emozioni e smette di fare spazio a ciò che lo fa sentire vivo. Ed è un’immagine potente, perché non parla di una morte improvvisa, ma di un modo lento e silenzioso di spegnersi dentro.


La cosa più importante da ricordare è che non c’è nulla di sbagliato in te se ti capita. Non è debolezza e non è pigrizia. Spesso è il risultato di mesi (o anni) in cui hai dovuto “reggere”, incastrare tutto, far funzionare ogni cosa, mettendo da parte te stesso/a, le tue emozioni, i tuoi bisogni.



Perché la routine quotidiana perde significato: cause psicologiche

La routine quotidiana, di per sé, non è un problema. Anzi, per molte persone è una base, un contenitore che dà stabilità. Il punto è quando la routine diventa solo una sequenza di cose da fare, e dentro quella sequenza non ci siamo più noi.


Ci sono alcuni motivi molto comuni per cui questo accade, e spesso non dipendono dalla volontà o dalla “forza” personale. Dipendono dalla vita, da ciò che abbiamo attraversato, da quanto abbiamo dovuto reggere.



Quando entriamo in modalità sopravvivenza

A volte ci troviamo a vivere le giornate come se dovessimo semplicemente arrivare a sera, tra lavoro, casa, famiglia, responsabilità, scadenze. E quando la mente è sempre piena, il corpo sotto pressione e le energie basse è normale iniziare a funzionare in automatico.


In questi casi la routine diventa una strategia, perché ci permette di fare tutto, senza fermarci troppo a sentire. Perché sentire, a volte, fa male, fa paura o è semplicemente troppo.




Quando perdiamo contatto con i nostri bisogni

Un altro passaggio importante è che ci abituiamo a fare ciò che “si deve” e perdiamo il contatto con ciò che ci fa bene. Magari all’esterno sembra tutto a posto, ma dentro cresce una sensazione sottile:


Non so più cosa mi piace”“Non so più cosa desidero”“Non so neanche cosa mi manca, so solo che mi manca qualcosa


Ecco, quando questo succede vuol dire che stiamo ascoltando un segnale prezioso.



Quando smettiamo di scegliere (e ci facciamo scegliere dalla vita)

La routine quotidiana inizia davvero a pesare quando non nasce più da scelte, ma da inerzia. Quando non ci chiediamo più: “Cosa voglio?” “Cosa conta per me?” “Di cosa ho bisogno?” e ci limitiamo a fare, fare, fare. È come se, giorno dopo giorno, la vita prendesse il comando e noi restassimo dietro, a inseguire.


E allora è lì che compare quella sensazione difficile da spiegare ma facilissima da riconoscere: la sensazione di non essere più al centro della propria vita.


Questo meccanismo si può interrompere. Non serve stravolgere tutto: spesso si ricomincia proprio da ciò che abbiamo messo da parte, il contatto con noi stessi e con le nostre emozioni 🌸





10 segnali che sei in “pilota automatico”

Ecco 10 segnali comuni che possono indicare che sei entrato/a in “pilota automatico”:


  1. ti svegli già stanco/a, anche dopo aver dormito; 

  2. fai tante cose, ma hai la sensazione di non concludere mai davvero

  3. ti senti spesso irritabile o nervoso/a “senza motivo”

  4. ti manca la motivazione, anche per ciò che prima ti piaceva; 

  5. hai la sensazione che le giornate siano tutte uguali

  6. ti capita di arrivare a sera e pensare: “ma oggi… io dov’ero?”; 

  7. il tempo libero non ti rigenera, oppure lo riempi per non sentire il vuoto; 

  8. vivi molto “di testa” e poco nel corpo (tensione, fiato corto, fatica); 

  9. provi un senso di distanza dalle emozioni: tutto è più piatto, più spento; 

  10. ti senti in una sorta di attesa: “prima o poi passerà”. 



rompere la routine quotidiana e ritrovare se stessi e serenità


7 passi concreti per spezzare la routine e riconnettersi con se stessa/o

Quando ci sentiamo intrappolati nella routine quotidiana, spesso pensiamo che l’unica soluzione sia cambiare tutto. In realtà, molto più spesso, il cambiamento nasce da piccole scelte ripetute nel tempo. Non servono rivoluzioni, ma tornare a sentire. Puoi iniziare da questi 7 passi 🌸



1. Non chiamarla pigrizia: forse sei esausto/a

Se ti manca energia, non giudicarti. A volte è stanchezza emotiva e mentale, e merita ascolto, non colpa.



2. Cambia una cosa piccola 

Scegli un cambiamento minimo ma concreto: un’abitudine, un gesto, un momento. Una cosa che ti dica: “Sto tornando a scegliere.



3. Inserisci un “momento vivo” nella giornata

Una camminata senza telefono, una pausa vera, una musica ascoltata fino in fondo. Bastano anche solo 10 minuti. Piccoli momenti in cui ci sei davvero.



4. Fai spazio ai “vorrei”

Tra i tanti “devo”, prova a chiederti: “Cosa vorrei, anche solo un po’, in questo periodo?”. Ricorda, i desideri spesso sono bisogni.



5. Torna nel corpo

La routine spegne quando viviamo solo “di testa”. Respira, sciogli le spalle, muoviti, ascolta le tensioni. Il corpo è il primo luogo dove si ritrova energia.



6. Porta dentro la vita una piccola novità

Basta una variazione come cambiare strada, fare qualcosa di diverso, dire un sì o un no nuovo. La novità riaccende…!



7. Scegli una direzione per il nuovo anno

Domande semplici, ma potenti:


Cosa voglio sentire di più nella mia vita?

Cosa voglio lasciare andare?

Che tipo di persona voglio diventare?


Un piccolo consiglio ✨

Per una settimana, ogni sera scrivi 3 cose:


  1. un momento in cui ti sei sentito/a presente; 

  2. qualcosa che ti ha dato energia;

  3. una piccola gratitudine.


Ti aiuta a riconnetterti con ciò che ti fa bene davvero.



Routine quotidiana: ricominciare a scegliersi, un passo alla volta

Se stai vivendo la routine quotidiana come un peso, spesso significa solo che sei stanco/a, che hai dato molto, e che dentro di te c’è un bisogno che chiede spazio. Non serve cambiare tutto per ricominciare: a volte basta tornare a essere dentro la propria vita. Con piccole scelte quotidiane, un passo alla volta.


🌸 Non è troppo tardi per riprenderti il tuo tempo, le tue emozioni, la tua presenza. Anche quando sembra tutto uguale, puoi iniziare a fare spazio a ciò che ti fa sentire vivo/a.


Se leggendo questo articolo e ti sei riconosciuto/a in queste parole, un percorso psicologico può aiutarti a ritrovare chiarezza, energia e direzione, senza giudizio. Puoi richiedere un primo colloquio, per ripartire da te e capire, insieme, come riportare più senso nella tua quotidianità.


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